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  Confeserfidi sempre accanto alle pmi, 31/01/2012  
   
   
 
Quello appena trascorso è stato un altro anno positivo per Confeserfidi 107. Nonostante la stretta economica i numeri alla fine del 2011 hanno confermato che le imprese sono riuscite a muovere le acque stagnanti determinate dalla crisi economica. Il primo consorzio di garanzia fidi in Sicilia ha aumentato, nel 2011, di 850 unità il numero dei soci, sfiorando le 10.000 imprese aderenti. Un risultato eccellente in 13 anni di attività. Durante questo periodo di tempo sono stati garantiti finanziamenti per circa 730 milioni alle pmi associate e anche nel 2011 si è registrato un risultato più che soddisfacente con un erogato in linea con quello dell'ultimo triennio (con una media di 92 mln di erogato all'anno) nonostante la forte stretta creditizia registrata nell'ultimo semestre dell'anno.

Le convenzioni con gli istituti di credito sono una trentina ma il Confidi non è più intenzionato a prestare garanzie a quelle banche che non intendono sostenere le piccole imprese del territorio siciliano.

“Lavoriamo ogni giorno – afferma l’Amministratore delegato e fondatore di Confeserfidi Bartolo Mililli- per convincere le banche a finanziare i nostri soci, fornendo loro informazioni dettagliate sull’imprenditore in quanto tale, sulla sua capacità professionale, sulle qualità morali, anche sulla sua famiglia. Tranne alcuni Istituti veramente vicini al territorio, altre banche rimangono sorde, e con queste ultime, se non cambiano atteggiamento, nel corso del 2012 potremo anche disdire le convenzioni”.
“Sono migliaia le istanze di finanziamento che lavoriamo ogni anno – continua Mililli - e addirittura fornendo la garanzia fino all’80% su ciascuna richiesta, queste banche non erogano. Fortunatamente riusciamo a trovare in moltissimi casi altre soluzioni”

“La contingenza economica sta esaltando il ruolo dei confidi e di ConfeserFidi 107 in particolare che ha un patrimonio complessivo di oltre 30 milioni di euro, - prosegue Mililli - infatti se fino a due o tre anni fa le imprese si rivolgevano a noi per accedere principalmente al contributo in conto interesse dalla Regione per il nostro tramite, oggi invece diventano nostri soci perché non riescono ad accedere ai finanziamenti bancari, alla liquidità. Oggi giorno, infatti, senza confidi che presta garanzie robuste alle banche diventa molto difficile per le piccole imprese avere il credito. Paradossalmente quindi la crisi ha rafforzato il nostro ruolo e al contempo anche le Istituzioni pubbliche hanno aumentato la loro attenzione sul ruolo dei confidi stesso per aiutare le imprese. Purtroppo la burocrazia sta dettando i tempi, che sono molto lunghi”

Da qualche settimana Confeserfidi 107 ha lanciato il “pacchetto anticrisi”.
 
 
 
 
 
   
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